Buon giorno, il mio nome è Mario Luise.

Sei anni fa ho accompagnato mio padre negli ultimi giorni della sua vita.

Una storia come tante… inizio della chemioterapia… inizio della terapia del dolore… sette giorni di sedazione profonda… ed infine la cessazione del respiro.

Proprio nulla di eccezionale.

Con una decisione condivisa tra me e mio padre gli ultimi giorni della sua vita non sarebbero stati in una camera d’ospedale, ma a casa, nel suo letto, senza dover sottostare a orari di visita e regolamenti giustamente imposti dalla struttura ospedaliera.

Mio padre era collegato ad un elastomero arancione che diffondeva le sostanze contro il dolore. Ogni mattina veniva il medico che supportava l’assistenza e mi dava gli anti-dolorifici:

– Dottore, se uso tutte le fiale che mi ha dato, riesco ad accorciare l’ultimo tratto di questa dura salita?

– No, quello che otterrà sarà solo una sedazione più profonda…
– Dottore, non si può fare qualcosa di più?

– No.

Ho preso tutte le fiale, le ho aspirate e iniettate nell’elastomero e per suo tramite, in mio padre… prendi la fialetta, aspira con la siringa, buca l’elastomero, abbassa lo stantuffo… prendi la fialetta, aspira con la siringa, buca l’elastomero, abbassa lo stantuffo… prendi la fialetta, aspira con la siringa, buca l’elastomero, abbassa lo stantuffo … … secondo giorno della terapia del prendi la fialetta, aspira con la siringa, buca l’elastomero, abbassa lo stantuffo … … terzo giorno della medicina del dolore … e poi il quarto, il quinto, il sesto … …

Avevo paura che mio padre fosse solo nel momento in cui avesse smesso di respirare e volevo tanto che il respiro finalmente si interrompesse… e poi, finalmente, la preghiera che leggevo nei suoi occhi è stata esaudita.

Il fiume di lacrime, dolore, angoscia e amore che in quei giorni è scorso a chi ha giovato? Mio padre non è diventato una persona migliore, ma era mio padre… mi ha voluto bene in modo un po’ freddo quando ero piccolo… ognuno ha vissuto la propria vita, ma era mio padre, gli volevo bene e in quegli ultimi giorni non gli ho voluto più bene… sono stati giorni di … prendi la fialetta, aspira con la siringa, buca l’elastomero, abbassa lo stantuffo …
Sono stati giorni di angoscia e dolore, come è giusto e umano per la perdita di una persona cara… e si sono perpetrati per giorni e giorni di siringhe, fialette, angoscia e dolore.

Ecco, questa è la mia banale storia.

Ma a quei 7 giorni non mi sono mai arreso. Alla loro ineluttabilità non mi sono mai arreso.

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